Cime tempestose, di Emily Brontë

 

cime

È amore, quando dilaga in ossessione, malattia, sete di vendetta, voglia di distruzione totale, a partire da se stessi?
Non lo so proprio. La risposta d’istinto sarebbe no, non lo è.
Ma chi può dirlo?
Non è amore, spesso, nemmeno quando tutto è pacifico, sorridente, conviviale.
Vai a capire.
Qui di certo c’è l’aspirazione all’immortalità, anche se sembra patologia, malattia, odio, violenza.
Non posso vivere senza di te, ma scelgo di farlo comunque.
Siamo diversissimi, eppure senza la tua anima di fianco alla mia io non esisto, e nulla deve esistere, nulla ha più un senso e nulla vale la pena continuare.
E ovviamente tutto il mondo è fuori di noi, solo noi due, Heathcliff e Catherine, ci capiamo, noi due parliamo un linguaggio che agli altri risulta totalmente incomprensibile, e anche detestabile, ma chi se ne frega, contiamo solo io e te.

“Non lo amo perché è bello, Nelly, ma perché è ancora più uguale a me stessa di quanto possa esserlo io.”
Eh la miseria ladra…

“…non potrebbe amarla in ottant’anni quanto l’amerei io in un sol giorno.”
Eh la miseria ladra (2)

E quando uno dei due scompare, l’altro preferisce essere perseguitato dal suo spettro, anche se venisse a tormentarlo tutte le notti senza mai farlo dormire, questo sarebbe preferibile al dover fare i conti con la sola propria anima per il resto della vita.

“non lasciarmi, ti prego, in questo abisso, dove non posso trovarti! Oh Dio, è un dolore indicibile!”

Emily Brontë non deve aver avuto una vita facile, se ha popolato tutte queste pagine scritte di fantasmi, di solitudine, di disperazione, di sete di vendetta, di pace mai raggiunta, di amore ferito e che ferisce, di esseri umani incarogniti, imbestialiti, cattivi, egoisti, malsani per il mondo intero. Personaggi con gli stessi nomi, tanto per sottolineare l’uniformità del genere umano, tutti uguali sia nei nomi che nella cattiveria. Un libro che ti fa incazzare a morte, dove a un certo punto sogni di prendere il cavallo più nero e furibondo che esista e spronarlo al galoppo furioso, con in mano due torce bollenti di fuoco per andare a bruciare tutte le case e le campagne descritte. Lo leggi perché ti chiedi voglio proprio vedere fino a quale abisso vuole farti arrivare questa scrittrice, ti incaponisci sia per rabbia che per interesse, perché comunque non ti stacchi dalle pagine, eh. Uno dei pochi libri in cui uno schiaffo scritto ti arriva come fosse uno vero, e la tua guancia la senti scottare allo stesso modo. O lo odi, o lo ami. Io mica lo so. Io sono perplesso. Però quasi sento il vento della landa inglese sulle spalle e sulla faccia, lo sfrigolio dei camini, il freddo delle stanze gelide, e una cupezza addosso che pesa quanto una coperta bagnata.  Sarà un bene?

Musica:Sing For Absolution, Muse

 

 

 

 

 

 

Annunci

5 pensieri riguardo “Cime tempestose, di Emily Brontë

  1. Oh! Finalmente una recensione come si deve di questo libro! Anche io l’ho vissuto come te, esattamente. Con la stessa rabbia, con lo stesso sgomento, sopportando la violenza tremenda insita nel doversi riconoscere in tanta ignavia e superficialità, cattiveria e disinteresse, passione e dolore. Un libro irraggiungibile, unico, perfetto.
    Tuttavia troppo spesso leggo invece che si tratterebbe di un libro romantico, che parla di un grande amore…

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...